Il cicloturismo italiano vale €9,8 miliardi. Ecco perché la Ciclovia Adriatica è un’opportunità che non si può ignorare
89 milioni di presenze nel 2024, +54% rispetto all’anno precedente, spesa fino a €120 al giorno. Il mercato del cicloturismo in Italia è esploso. Ma l’offerta digitale è ancora frammentata, gli operatori invisibili, e il potenziale inespresso è enorme. Nasce Ciclovia Adriatica.
C’è un dato che dovrebbe far riflettere chiunque opera nel turismo lungo la costa adriatica: il 75% dei turisti italiani si concentra nel 4% del territorio nazionale. Roma, Venezia, Napoli: poche città sotto il peso dell’overtourism, e centinaia di borghi, spiagge e paesaggi adriatici che restano invisibili ai flussi turistici internazionali.
Eppure proprio mentre l’overtourism soffoca le grandi città, sta esplodendo un altro tipo di turismo — più lento, più distribuito, più ricco. Uno che percorre strade secondarie, si ferma nei borghi, dorme in strutture locali, mangia nei ristoranti di paese. Il cicloturismo.
I numeri: un mercato che vale €9,8 miliardi
I dati del 5° Rapporto “Viaggiare con la Bici 2025” di Isnart-Unioncamere e Legambiente sono chiari: nel 2024 il cicloturismo in Italia ha generato 89 milioni di presenze, con una crescita del +54% rispetto al 2023. L’impatto economico complessivo è stimato in quasi 9,8 miliardi di euro.
Non si tratta più di un fenomeno di nicchia. Il cicloturismo rappresenta oggi più del 10% del totale dei turisti in Italia, con una domanda che è — dati alla mano — tra le più alto-spendenti del panorama turistico nazionale.
Chi è il cicloturista: un turista ad alto valore aggiunto
Il 6° Rapporto “Viaggiare con la Bici 2026” di Isnart-Legambiente, con il focus di Bikenomist su 1.685 cicloturisti abituali, completa il quadro con un identikit preciso e sorprendente.
Profilo demografico e capacità di spesa
Il cicloturista esperto italiano è un adulto maturo e benestante: il 67,6% ha più di 55 anni, con una forte concentrazione nella fascia 55-64 anni (38,6%) e tra gli over 65 (29%). È geograficamente concentrato nel Nord Italia — Lombardia (23,7%), Emilia-Romagna (20,1%) e Veneto (15,9%) — ed è un praticante esperto: il 64,5% fa cicloturismo da oltre 5 anni.
Viaggia spesso: il 47,4% organizza tra 2 e 3 viaggi all’anno, prediligendo il formato “short break” di 3-5 giorni (40,9%). Ma quando decide di partire, spende bene.
La spesa: fino a €120 al giorno sul territorio
Ecco il dato che ogni operatore locale dovrebbe conoscere: oltre il 60% dei cicloturisti spende tra 25 e 80 euro al giorno sul territorio (viaggio escluso), con una fetta rilevante del 23,9% che arriva fino a 120 euro quotidiani. Risorse che vengono riversate direttamente nell’economia locale: ricettività, ristorazione, acquisti tipici.
Il rapporto 2025 di Isnart-Legambiente conferma la crescita della spesa degli stranieri, arrivata a 132 euro al giorno nel 2024 (vs 104 euro nel 2023). Alloggio preferito: hotel (53,1%) e B&B (19,5%). Voto medio al soggiorno: tra 7 e 8 su 10, con picchi di soddisfazione per “qualità del mangiare e bere” e “cortesia della popolazione locale”.
E sulla bici non si risparmia: il 67,4% ha investito tra 1.000 e 4.000 euro nella propria bicicletta. Gli over 65 — il motore economico del settore — arrivano a spendere tranquillamente 81-120 euro al giorno, e il 19,2% usa bici che valgono fino a 8.000 euro.
Le 5 tendenze del cicloturismo 2026
La Federazione Ciclistica Europea (ECF) ha identificato le grandi tendenze del settore per il 2026, e alcune coincidono perfettamente con la visione di Ciclovia Adriatica:
- Intelligenza artificiale e innovazioni digitali: i cicloturisti usano sempre più l’AI per pianificare i viaggi. Chi non è trovabile online — con dati strutturati, tracce GPS, schede strutture — è invisibile.
- Esperienze personalizzate: il cicloturista non è più solo il ciclista sportivo. Sono famiglie, coppie, over 65 in e-bike, giovani in bikepacking. Serve un’offerta articolata per tutti.
- Sostenibilità come valore: il cicloturismo è il turismo più compatibile con la valorizzazione dei territori autentici e la riduzione dell’overtourism.
- Slow tourism e territorio: il 44,6% dei cicloturisti sceglie la destinazione per il patrimonio artistico e culturale. L’adriatico ha esattamente questo da offrire.
- Intermodalità bici-treno: la possibilità di combinare bici e trasporto pubblico è indicata come fattore decisivo per la scelta della destinazione.
Il paradosso: mercato enorme, offerta digitale frammentata
Di fronte a questi numeri, c’è un paradosso evidente lungo la costa adriatica. Un percorso di 1.700 km attraversa 7 regioni, tocca decine di città, collega centinaia di operatori. Eppure:
- 7 regioni = 7 siti disconnessi, nessuna visione unitaria
- Nessuna piattaforma digitale integrata per il cicloturista
- Gli operatori locali invisibili rispetto alle OTA (Booking, Airbnb, ecc.)
- Nessuna traccia GPX certificata per l’intero percorso
- Zero strumenti di prenotazione diretta dedicati
Non è un caso che il 57,6% dei cicloturisti indichi le infrastrutture e la sicurezza come il principale freno allo sviluppo, e che il 18,7% segnali la mancanza di orientamento e comunicazione — le destinazioni non sanno raccontarsi, e i cicloturisti “non sanno dove andare”.
Il 12,8% chiede strutture realmente bike-friendly. Il 15,3% lamenta l’assenza di servizi in viaggio — fontanelle, punti ristoro, assistenza meccanica. Sono tutti problemi risolvibili con una piattaforma digitale integrata che connette domanda e offerta in modo intelligente.
Ciclovia Adriatica: un ecosistema digitale, non un semplice portale
Cicloviaadriatica.it nasce per rispondere esattamente a questi problemi. Non è un sito di informazioni statiche: è un ecosistema digitale che connette cicloturisti, operatori locali e istituzioni lungo i 1.700 km del percorso adriatico.
Cosa offre la piattaforma
- Itinerari certificati + tracce GPX: percorsi verificati regione per regione, scaricabili direttamente su ciclocomputer e smartphone. La risposta al bisogno di orientamento del 18,7% dei cicloturisti.
- Database strutture bike-friendly: hotel, B&B, campeggi e ristoranti selezionati e certificati per i cicloturisti. Visibilità diretta per gli operatori, senza commissioni OTA.
- Sistema di prenotazione a zero commissioni: il contatto diretto tra cicloturista e operatore, senza intermediari che erodono i margini.
- AI assistant (prima in Italia su un percorso cicloturistico): risponde alle domande dei cicloturisti, personalizza i suggerimenti, riduce le barriere logistiche che frenano la scelta del viaggio in bici.
- Community di 89 milioni di cicloturisti/anno: il mercato più grande e più ricco del turismo slow italiano, concentrato su un unico percorso.
Perché l’adriatico è la destinazione giusta
La costa adriatica ha caratteristiche uniche che la rendono ideale per il cicloturismo di massa:
- Profilo altimetrico quasi pianeggiante per oltre il 70% del percorso — accessibile a tutti i livelli, compresi e-bikers e famiglie
- 7 regioni, 7 cucine, 7 paesaggi — la varietà che i cicloturisti cercano, tutta su un unico asse
- Infrastruttura ricettiva densa — la costa adriatica è tra le più attrezzate d’Italia, con strutture ad ogni distanza pedalabile
- Stagione lunga — pedalabile da marzo a novembre, con picchi di qualità in primavera e autunno
- Bacino di utenza vicino — Lombardia, Emilia-Romagna e Veneto, che producono la maggioranza dei cicloturisti italiani, sono a poche ore di treno dai punti di ingresso del percorso
Un’opportunità per chi vuole essere parte del cambiamento
Il turismo italiano soffre di un problema strutturale: l’offerta è ricca, ma la domanda non riesce a distribuirsi. Il cicloturismo è il meccanismo di ridistribuzione più efficace che esiste — porta turisti alto-spendenti nei luoghi dove i flussi ordinari non arrivano, e lo fa in modo sostenibile, lento, compatibile con il tessuto sociale e paesaggistico.
La Ciclovia Adriatica è il percorso giusto, nel momento giusto, con la piattaforma giusta. Il mercato è pronto — 89 milioni di presenze non sono un’anomalia, sono la traiettoria. La domanda cresce ogni anno. La vera domanda è: chi sarà presente quando questi cicloturisti cercheranno dove dormire, dove mangiare, quale officina raggiungeranno dopo 80 km di pedalata?
Stiamo costruendo l’ecosistema digitale che risponde a questa domanda. E stiamo cercando gli operatori e le istituzioni che vogliono farne parte.
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Stiamo aprendo le partnership strategiche con operatori, strutture ricettive, istituzioni e enti lungo i 1.700 km del percorso. Tre livelli di collaborazione, pensati per realtà di dimensioni diverse.
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Fonti: Rapporto “Viaggiare con la Bici 2025” — Isnart-Unioncamere/Legambiente (aprile 2025); Rapporto “Viaggiare con la Bici 2026” — Isnart-Legambiente/Bikenomist (aprile 2026); ECF “5 tendenze del cicloturismo nel 2026” (gennaio 2026); The European House Ambrosetti su dati Istat 2022. Ultimo aggiornamento: settembre 2026.


