Ciclovia Adriatica: guida completa per pedalare da Trieste a Santa Maria di Leuca
Una costa intera da percorrere in sella. Oltre 1.700 chilometri di mare, borghi, sapori e storia che aspettano solo di essere pedalati.
Immagina di partire dalla piazza più bella d’Europa — quella di Trieste affacciata sull’Adriatico — e di non fermarti fino all’estremo lembo del tacco d’Italia, dove il mare Adriatico incontra lo Ionio a Santa Maria di Leuca. In mezzo: sette regioni, decine di borghi marinari, la laguna veneta, i trabocchi abruzzesi, il Gargano, Polignano a Mare.
Questa è la Ciclovia Adriatica, conosciuta ufficialmente come itinerario BI6 della rete nazionale Bicitalia e integrata nella rete europea EuroVelo: uno dei percorsi cicloturistici più lunghi e affascinanti d’Italia, che ogni anno attira decine di migliaia di ciclisti da tutto il mondo.
In questa guida trovi tutto quello che ti serve per capire il percorso, pianificare il viaggio e affrontare la ciclovia — che tu voglia percorrerla per intero o assaporarla tappa per tappa.
Cos’è la Ciclovia Adriatica: numeri e identità
La Ciclovia Adriatica collega Trieste a Santa Maria di Leuca per una lunghezza complessiva di oltre 1.700 km, costeggiando la riviera adriatica italiana attraverso 7 regioni: Friuli-Venezia Giulia, Veneto, Emilia-Romagna, Marche, Abruzzo, Molise e Puglia.
Il percorso ufficiale BI6 di Bicitalia misura circa 1.300 km seguendo la direttrice costiera principale. Con le varianti regionali più panoramiche e sicure la distanza complessiva supera i 1.700 km — ed è questo il percorso che raccomandiamo per vivere la ciclovia nella sua versione più completa.
È inserita nella rete BicItalia come percorso BI6 e in parte coincide con il tracciato europeo EuroVelo 8, che la collega idealmente al resto del continente. Non si tratta di un’unica pista ciclabile continua — almeno non ancora — ma di un mosaico in continua evoluzione che alterna tratti di ciclabili dedicate, strade secondarie a basso traffico e, in alcuni punti, brevi segmenti sulla Statale Adriatica SS16.
Un percorso vivo, in crescita, che migliora ogni anno grazie agli investimenti delle amministrazioni locali e ai fondi del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza, che ha stanziato risorse importanti per il completamento delle infrastrutture ciclabili nazionali entro il 2026.
Il percorso regione per regione
Il viaggio cambia volto a ogni regione. Ecco cosa aspettarti lungo le sette tappe principali.
Friuli-Venezia Giulia — Il vento di Trieste e la Parenzana
Tutto comincia a Muggia, piccolo borgo istriano a pochi chilometri da Trieste, seguendo la ciclabile Parenzana, ricavata sul tracciato di una vecchia ferrovia che collegava Trieste a Capodistria. Da qui si raggiunge il tratto costiero da Grado a Monfalcone, pianeggiante e panoramico, con le lagune che si aprono sulla destra e le montagne del Carso sullo sfondo.
Un inizio lento, quasi meditativo, che prepara il fisico e la mente alle centinaia di chilometri che seguono.
Veneto — La laguna veneta e le distese del Po
Attraversare la pianura veneto-friulana significa pedalare tra campi coltivati, piccoli borghi e una sequenza di fiumi storici: l’Isonzo, il Tagliamento, il Piave. Il paesaggio si apre poi sulla laguna veneta, con la silhouette di Venezia che appare all’orizzonte.
Venezia è la tappa più scenografica di questo tratto: attraversarla in bici — o meglio, raggiungere il ferry per Chioggia — è un’esperienza che pochi dimenticheranno. Da lì il percorso segue la costa verso la foce del Po e le valli del Delta, un ambiente naturale di straordinaria bellezza.
Emilia-Romagna — La riviera che non ti aspetti
La Riviera Romagnola non è solo Rimini e discoteche. In bicicletta, a pelo d’acqua, cambia completamente prospettiva: Ravenna con i suoi mosaici bizantini, Cervia con le saline rosa, la riserva naturale del Delta del Po, e poi la lunga sequenza di località balneari fino al confine con le Marche a Cattolica.
Il percorso in questo tratto alterna ciclabili sul lungomare, strade secondarie nell’entroterra e alcuni tratti più trafficati da gestire con attenzione nelle ore di punta estive.
Marche — Tra Conero e Riviera delle Palme
Le Marche riservano alcune delle sorprese più belle dell’intero percorso. Il Promontorio del Conero — l’unico punto montuoso che si affaccia sull’Adriatico — spezza la planimetria del percorso con una salita impegnativa e paesaggi che sembrano appartenere a un’altra latitudine: calette bianche, mare turchese, profumo di macchia mediterranea.
Verso sud, la Riviera delle Palme offre circa 18 km di ciclabile che collega le località di Cupramarittima, Grottammare e San Benedetto del Tronto. A Pesaro-Fano si trovano altri 13 km di ciclabile dedicata. Il collegamento tra Porto San Giorgio e Pedaso è ancora da completare, ma i lavori procedono.
Abruzzo — La Via Verde dei Trabocchi, il gioiello della ciclovia
Se c’è un tratto che da solo vale il viaggio, è questo. La Via Verde della Costa dei Trabocchi — circa 42 km tra Ortona e Vasto ricavati sul tracciato dell’ex ferrovia costiera dismessa nel 2005 — è considerata una delle ciclabili più belle d’Italia.
Si pedala letteralmente sospesi sul mare, attraversando gallerie scavate nella roccia, su ponti che superano calette e insenature, con i trabocchi — le antiche macchine da pesca su palafitta, simbolo della costa abruzzese — che si stagliano contro il blu dell’Adriatico.
L’Abruzzo è la regione dove la Ciclovia Adriatica è più completa: circa 132 km di percorso quasi interamente su sede separata, grazie agli investimenti regionali che partono dal lontano 2014.
Molise — Il tratto breve e autentico
Il Molise ha il litorale più corto d’Italia — appena 36 km — ma custodisce uno dei borghi più belli del percorso: Termoli, con il suo castello svevo che si affaccia direttamente sul mare e il borgo antico che sembra galleggiare sull’Adriatico. Vale una sosta, un pasto di pesce, una passeggiata tra i vicoli.
Il tratto costiero molisano si percorre in gran parte su strada, ma il traffico è contenuto e il paesaggio ripaga ogni chilometro.
Puglia — 500 km di meraviglia fino a Leuca
La Puglia è il capitolo finale e il più lungo: oltre 500 km che attraversano paesaggi sempre diversi. Da Chieuti si apre subito una scelta: affrontare il Gargano con le sue salite impegnative e i panorami mozzafiato sulle isole Tremiti e la costa rocciosa, oppure imboccare il percorso alternativo verso le saline di Margherita di Savoia, più pianeggiante ma non meno affascinante.
Poi vengono Bari, Polignano a Mare con le sue grotte sul mare, Alberobello raggiungibile con una breve deviazione, Ostuni la città bianca, Brindisi con la colonna romana che segnava la fine della Via Appia, e infine il lungo tratto tra ulivi secolari fino a Otranto e Santa Maria di Leuca, dove le acque dell’Adriatico e dello Ionio finalmente si incontrano.
Difficoltà e tipologia di bici consigliata
Uno dei punti di forza della Ciclovia Adriatica è la sua accessibilità. Il percorso si sviluppa quasi interamente a poca distanza dal livello del mare, con un profilo altimetrico sostanzialmente pianeggiante. Le eccezioni sono il Promontorio del Conero nelle Marche e alcuni tratti del Gargano in Puglia, dove le salite diventano impegnative.
Che bici usare?
Non esiste la bici perfetta per la Ciclovia Adriatica, ma alcune caratteristiche aiutano:
- Bici da trekking o cicloturismo: la scelta più equilibrata per chi affronta il percorso completo. Robusta, con la possibilità di montare borse e portapacchi.
- Gravel bike: ideale per chi vuole scorrevolezza su asfalto e non si spaventa dei tratti sterrati o delle strade bianche secondarie.
- E-bike: perfetta per chi vuole godersi il paesaggio senza preoccuparsi delle distanze o della fatica. In costante aumento lungo tutto il percorso.
- Bici da corsa: sconsigliata per il percorso completo, adatta solo ai tratti di ciclabile in buone condizioni.
Quando andare: il periodo migliore
La Ciclovia Adriatica si può percorrere quasi tutto l’anno, ma i mesi migliori sono aprile, maggio, giugno e settembre-ottobre.
In questo periodo le temperature sono ideali per pedalare, il traffico è ancora contenuto e i prezzi degli alloggi più accessibili. Luglio e agosto sono sconsigliati: il caldo può essere intenso, le ciclabili si affollano di bagnanti, il traffico sulla SS16 aumenta e i costi lievitano.
Quanto tempo serve per percorrere la Ciclovia Adriatica?
Dipende dall’approccio:
- Percorso completo (oltre 1.700 km): mediamente 3-4 settimane per chi pedala 50-70 km al giorno con soste e visite.
- Per tratti: molti ciclisti scelgono di affrontare una o due regioni per volta, combinando il percorso con soggiorni balneari o culturali. Una settimana permette di scoprire una regione in profondità.
- Weekend o gita di un giorno: i tratti più attrezzati — come la Via dei Trabocchi in Abruzzo o la Riviera delle Palme nelle Marche — sono perfetti per uscite brevi.
Come scaricare le tracce GPX
Per orientarsi lungo il percorso, specialmente nei tratti dove la ciclabile non è ancora completata, è indispensabile avere una traccia GPS caricata sul proprio ciclocomputer o smartphone.
Le risorse più affidabili sono:
- Bicitalia.org: pubblica il tracciato ufficiale BI6 come riferimento generale.
- Wikiloc: ospita tracciati percorsi da altri ciclisti, aggiornati e con valutazioni.
- Komoot: ottimo per la navigazione turn-by-turn e per scoprire varianti locali.
- Cicloviaadriatica.it: in arrivo le tracce GPX certificate per ciascuna delle 7 regioni.
Dove dormire lungo la Ciclovia Adriatica
L’offerta ricettiva lungo la costa adriatica è tra le più ricche d’Italia. Hotel, B&B, agriturismi, campeggi e ostelli si succedono con continuità lungo quasi tutto il tracciato. La vera differenza la fa la scelta di strutture bike-friendly: quelle attrezzate con rimessa bici sicura, kit di riparazione di base e colazione abbondante per ripartire al meglio.
Ciclovia Adriatica e territorio: un viaggio dentro l’Italia autentica
Pedalare lungo l’Adriatico non è solo sport. È l’occasione per fermarsi dove le guide turistiche non portano: un trabocco trasformato in ristorante, un borgo medievale arroccato sulla costa, un mercato del mattino in un paese di pescatori.
Il cicloturismo è la forma di viaggio più lenta e più autentica. Quella che permette di annusare la salsedine, sentire il vento che cambia tra una regione e l’altra, fermarsi davanti a un tramonto senza dover pensare al parcheggio.
La Ciclovia Adriatica è tutto questo. E molto di più.
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Ultimo aggiornamento: agosto 2026


